La sensazione che "tutto sia aumentato" ha un valore misurabile, voce per voce. Qui trovi quanto sono cresciuti davvero i prezzi e dove il rincaro pesa di più sul tuo bilancio.
Fonte: Eurostat — indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP), variazione percentuale sullo stesso mese dell'anno precedente, Italia. È la stessa misura usata dalla BCE per le decisioni sui tassi.
Applica le variazioni reali alla tua spesa mensile e vedi l'effetto in euro, non in percentuale.
Formati e confezioni sono studiati per rendere difficile il paragone. L'unico confronto onesto è il prezzo al chilo (o al litro): scrivi prezzo e quantità di due prodotti e il verdetto è immediato.
Un aumento che non copre l'inflazione è una riduzione travestita. 😅 Dicci quanto guadagnavi e quando: con gli indici ufficiali Eurostat ti diciamo quanto dovrebbe essere oggi per comprare le stesse cose — e quanto ci stai guadagnando o perdendo davvero.
Supermercati, discount, panetterie e fruttivendoli nel raggio che scegli. Confrontare due insegne vicine è il modo più rapido per capire quanto stai pagando la comodità.
Fonte: OpenStreetMap tramite le API pubbliche Nominatim (indirizzi) e Overpass (luoghi). I dati sono collaborativi: qualche negozio può mancare o aver chiuso. Orari e insegne provengono dalle etichette inserite dai contributori.
Prezzi reali caricati dalla community di Open Food Facts scontrino alla mano. Cerca un prodotto e confronta quanto viene pagato altrove.
Fonte: Open Prices e Open Food Facts, banche dati aperte e collaborative. I prezzi sono caricati dagli utenti: la copertura italiana è ancora parziale e i dati vanno letti come indicazione, non come listino. Puoi contribuire caricando i tuoi scontrini.
Ordinate per rapporto tra risparmio e fatica. Nessun "taglia le spese superflue": solo cose concrete.
Per legge deve essere esposto sul cartellino. È l'unico modo per accorgersi che il formato "convenienza" a volte costa di più — e per smascherare la shrinkflation: stesso prezzo, confezione più piccola.
Spesso escono dagli stessi stabilimenti dei prodotti di marca. Su pasta, latte, passata, farina e detersivi la differenza di qualità è minima e quella di prezzo arriva al 40%.
Gli acquisti d'impulso valgono una quota consistente del carrello. La lista è l'unico strumento che li riduce davvero, e il layout del supermercato è progettato proprio per fartela dimenticare.
"Da consumarsi entro" è tassativo. "Da consumarsi preferibilmente entro" indica solo un calo di qualità: quel prodotto è ancora buono. In Italia si buttano ogni anno decine di chili di cibo a testa.
Too Good To Go e i banchi degli sfusi in scadenza vendono a 1/3 del prezzo prodotti perfettamente validi. Molte catene applicano sconti automatici nelle ultime ore.
Un prodotto scontato che non useresti non è un risparmio: è una spesa in più. La regola è controllare i volantini dopo aver fatto la lista, non prima.